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Collana Giallo Grano

1.
Ecco io per esempio
è una raccolta di esperienze, riflessioni e pensieri.

Non vuole essere un invito a prendermi come esempio in quanto non ho verità assolute e nemmeno pozioni magiche da offrire, solo tanti errori, sofferenza e qualche dono da condividere.

Errori che fanno parte del mio bagaglio di esperienze, senza i quali oggi non sarei la persona che sono e che, tutto sommato, inizia a piacermi.

La donna che ero un tempo si sarebbe pianta addosso, avrebbe concentrato tutte le sue energie sugli errori commessi crogiolandosi nell'autocommiserazione.

Oggi ringrazio i miei sbagli, anche quelli più dolorosi che hanno ferito altre persone, perché grazie a loro so cosa non devo più fare.

Coloro che si perdono a causa delle proprie colpe sono morti. Sono zombi vivi”.

Queste parole del Maestro sono state l'assoluzione ai miei peccati, il balsamo per la mia anima. Riflettendoci su è molto più comodo sentirsi distrutti dai propri errori, vedere un muro invalicabile davanti a sé. Sapere di averla “fatta troppo grossa” e non meritare di essere perdonati è una scusa per fermarsi, per smettere di mettersi in gioco, di crescere. Questo atteggiamento è classico delle persone intrise di falsi dogmi. Il perdono è un dono immenso che facciamo a noi stessi. Come possiamo pretendere che un'altra persona ci perdoni se noi non siamo capaci di farlo? Quando ho capito questo insegnamento del Maestro la mia vita è ripresa con una marcia in più, con tantissimo entusiasmo. Non mi sentivo più la “peccatrice” che se ne stava in un angolo a testa bassa, ma un essere consapevole, che passando attraverso i propri errori aveva trovato la via giusta da percorrere.

Non si può conoscere la luce se non si sono viste le tenebre.

Da quando ho iniziato a scrivere queste pagine ho cercato qualcosa in più, una frase, un pensiero che racchiudesse la morale del capitolo. Senza presunzione ma con l’umiltà di chi vuole mettere se stesso al servizio degli altri. Una sera fissavo lo schermo del PC, leggevo e rileggevo le prime pagine, mancava qualcosa, una scintilla. Da poco avevo ripreso in mano i Tarocchi, stavo frequentando un corso di studio, un percorso esoterico, e decisi di lasciare che fossero loro a parlare. I Tarocchi spesso vengono considerati una pratica da fattucchiera invece sono molto di più. Io mi sento in sintonia con gli arcani maggiori, rappresentano uno strumento per canalizzare i nostri talenti. Una forma di meditazione attiva, la ricerca di una risposta che diamo a noi stessi attraverso l’interpretazione dei simboli. Non si tratta di divinazione, bensì di introspezione, aiutano a guardarsi dentro, a smuovere la nostra parte intuitiva.

I Tarocchi sono una macchina filosofica, che evita alla mente di dilagare, pur lasciandole iniziativa e libertà; si tratta di matematica applicata all’assoluto, l’unione di ciò che è logico con ciò che è ideale, come una combinazione di pensieri esatti tanto quanto i numeri, forse la concezione più semplice e più grande del genio umano” (Eliphas Levi).


La Luna.

Dalla sedicesima alla ventunesima lama si entra nel mondo spirituale. La diciottesima carta degli Arcani maggiori rappresenta un simbolo antichissimo, correlato al femminile sacro. È ricettiva: la luna riceve la luce del sole e la riflette sulla terra. Il chiarore della luna piena però non permette di vedere bene, si rischia di commettere degli errori, è un invito alla prudenza. Questo arcano è ricco di simboli significativi: i cani, le porte, il colore azzurro, il gambero, parlano di speranza, annunciano che siamo rinati a nuova vita, ma dobbiamo fermarci a riflettere.

La carta suggerisce di fidarsi dei sentimenti che stiamo vivendo oggi e di lasciar andare le paure del passato. Direi che è un'ottima carta con cui iniziare questo libro, la paura è il nostro peggior nemico, ci blocca, non ci permette di proseguire il cammino. Io ho fatto un gran balzo, ho trasformato la paura di non farcela nella certezza che, qualunque cosa accada, ne uscirò vincitrice. Metto in conto di poter perdere qualche battaglia, è nell’ordine delle cose incontrare qualche intoppo, dover attraversare qualche “selva oscura” ma alla fine la guerra la vincerò io! Ecco, io per esempio farò tesoro delle sconfitte e le trasformerò in un incentivo per crescere. Io non mollo!


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